La storia di Robbi
Robbi nasce nel 2025 a Bari, dentro l'AI Program dei nuovi assunti di EY Italy: un gruppo di giovani professionisti al primo anno, alle prese con un problema vero fin dai primi mesi di lavoro. Durante le attività sul campo con scuole e università, il team osserva un divario netto: la maggior parte dei giovani usa già l'AI ogni giorno, ma pochissimi hanno avuto occasione di imparare a farlo bene.
Da quell'osservazione nasce l'idea di Robbi: un'AI che insegna a usare l'AI. Non un corso teorico, ma un'esperienza gamificata — Prompt Battle, Risk Battle e le altre sfide che conosci — pensata per allenare il pensiero critico tanto quanto la scrittura di un buon prompt.
Nel corso del 2025 il progetto evolve nel formato Ripple di EY, pensato per essere portato dal vivo in aula. Da dicembre 2025 a maggio 2026, Robbi ha raggiunto 295 studenti in 11 sessioni Ripple, in sei città italiane — Bari, Napoli, Roma, Torino, Varese, Monza — grazie al lavoro di 44 volontari EY.
Nel maggio 2026 questo percorso è stato riconosciuto a livello globale: Robbi ha vinto il Global AI for Impact Challenge 2026, categoria AI for Education.
«Il futuro dell'AI non è definito dalla tecnologia. È definito da come le persone la usano. E inizia adesso.» — Natale Milella, AI & Data Manager
Il capitolo del premio: AI for Impact Challenge
Nel giugno 2026 Robbi vince ufficialmente il Global AI for Impact Challenge 2026 di EY, nella categoria AI for Good for Education — un riconoscimento assegnato tra le region EY di tutto il mondo.
Il premio per la vittoria è un viaggio a Ginevra, all'AI for Good Global Summit, l'evento delle Nazioni Unite (ITU) dedicato all'uso responsabile dell'intelligenza artificiale per il bene comune. Robbi non è stato presentato in quella sede: quell'esperienza ha fatto capire quanto sia fondamentale lavorare su temi di AI for Good, rafforzando una convinzione già presente nel team — che questo pilota potesse, e dovesse, diventare qualcosa di più grande.
Da quella doppia esperienza — il riconoscimento globale e il viaggio-premio a Ginevra — nasce la spinta a portare Robbi al livello successivo: più contesto nelle challenge, valutazioni più trasparenti, un percorso che si adatta a chi lo usa. È così che è nata la versione 2.0 che stai usando ora.
Il brindisi in ufficio, a Bari, è stato il primo. Non l'ultimo.
Robbi 2.0: scalare senza perdere l'anima
Vincere una challenge globale pone una domanda pratica: Robbi può reggere la crescita che quel riconoscimento rende possibile? La versione 2.0 nasce per rispondere di sì, senza snaturare ciò che lo rende efficace.
Scalabilità. La modalità Approfondita permette a Robbi di condurre una sessione intera anche senza un formatore dal vivo: lo stesso contenuto, prima legato alla presenza di chi insegnava, ora vive dentro l'app ed è pronto per essere portato ovunque, in qualunque momento.
Accesso. Pagine come «Come funziona», «La storia di Robbi», le FAQ e «Richiedi una sessione» abbassano la soglia d'ingresso per chi non conosce ancora Robbi: una scuola, un'azienda o un singolo formatore possono capire cosa sia e come portarlo nel proprio contesto senza passare da una presentazione dal vivo.
AI Applied. Il percorso pensato per chi lavora già ogni giorno con l'AI — Morning Lab e Agent Lab — è stato integrato nella stessa infrastruttura di Ripple: stesso sistema di codici evento, stesso Assessment collegato, stessa gestione da un unico pannello admin. Non due prodotti paralleli, ma due percorsi della stessa piattaforma.
Gamification. XP, badge, livelli, sfida della settimana, missioni nel mondo reale e classifica non sono un contorno estetico: sono il motore che tiene alta la motivazione lungo tutto il percorso, dalla prima Academy all'ultima Battle, in Ripple come in AI Applied.
Nuove funzionalità. Academy più complete in due profondità (Lite e Approfondita) per ciascuno dei quattro temi, formattazione più ricca per una lettura immediata, un percorso Assessment collegato direttamente al codice evento, e un certificato di crescita scaricabile a fine percorso.
Ogni funzionalità in più ha lo stesso obiettivo della prima versione: rendere l'AI literacy più facile da diffondere, non più complicata da usare.










